Per allevare Golden Retrievers, esiste un CODICE ETICO dove è scritto,  ciò che sarebbe idoneo  avere, per essere considerato un allevamento di Golden Retrievers D.O.C. -un’allevamento con le stellette (che si differenzia in modo inconfutabile, da un’allevamento commerciale, o da un privato che s’improvvisa allevatore, o da importati dall’estero -, che segue queste regole:

Dando per scontato che i soggetti che uno alleva (ed I riproduttori), siano ovviamente  morfologicamente belli, non aggressivi, e con tutte le attitudini a svolgere un lavoro (in quanto sono cani da lavoro, adeguabili a tanti diversi lavori).

-Disporre presso l’allevamento degli spazi e strutture adeguati al numero di cani nel rispetto delle normative vigenti (autorizzazioni A.S.L.) e spazi giochi adeguati ad una buona vita (l’ingabbiamento della loro vita di riproduttori in recintini di mq 10/14, non è una buona vita sono spazi ad uso degli allevamenti commerciali multirazza);

-Garantire ai propri soggetti le necessarie attenzioni (umane, affettive, igieniche e sanitarie) una corretta socializzazione dei soggetti, e l’adeguata attività fisica (i golden sono dei galoppatori);

-Accoppiare le proprie fattrici non prima non prima dei 20 mesi di età e non oltre gli otto anni di età –una giovane golden di un’anno è mezzo non ha la preparazione adeguata per gestire i suoi cuccioli, e comunque avendo uno sviluppo completo che si stabilizza intorno ai 2 anni, e si completa a 3 anni, bisogna rispettare questa crescita della femmina e non interromperla con una gestazione precoce-;

-Ciascuna fattrice non può effettuare più di cinque parti durante la sua intera carriera riproduttiva –partendo dai suoi 2 anni, ripartendola con un’accoppiamento ogni anno, anno e ½ – ;

-Riprodurre la fattrice non prima del secondo calore (se ovviamente fa il primo calore intorno ai suoi 7 mesi ed il secondo intorno ai suoi 14 mesi ), e dopo l’ultimo parto dopo che siano trascorsi dieci mesi dal precedente parto;

-Sottoporre tutti i riproduttori ai controlli ufficiali certificati per le patologie ereditarie delle anche, gomiti, occhi presso le strutture riconosciute ove presenti. (Centrali di lettura ufficiali Italiane e/o quelle inglesi B.V.A. per la certificazione dell’esenzione delle displasie);

-Sottoporre annualmente tutti i riproduttori ai controlli ufficiali certificati per l’esenzione delle patologie ereditarie delle oculopatie degli occhi presso le strutture riconosciute ove presenti (Centrali di lettura ufficiali FSA);

-Escludere dalla riproduzione i soggetti risultati affetti dalle patologie ereditarie di cui al precedente punto;

-Cedere i cuccioli del proprio allevamento dopo il raggiungimento dei sessanta giorni di età di questi ultimi, dopo aver effettuato almeno il primo vaccino, far effettuare dal proprio veterinario, con l’iscrizione all’anagrafe canina e inoculazione del microchip, ovviamente il veterinario avrà verificato, che i cuccioli devono essere esenti da parassitosi intestinali, ed il vaccino deve essere fatto dal veterinario dopo che ha fatto la visita veterinaria che ne attesti la buona salute, scrivendo quindi il suo libretto sanitario il vaccino fatto (se un cucciolo viene vaccinato è sano; un veterinario coscienzioso non può mettere, i virus con il 1° vaccino in un cucciolo non perfettamente sano);

-Deve comunicare all’acquirente, nel contratto di vendita, gli estremi del deposito del modello “A” all’ENCI –data e protocollo- (il modello “B” si deposita all’ENCI, generalmente successivamente alla vendita del cucciolo comunque entro i 90gg di vita del cucciolo)

-nel sito dell’allevamento deve essere visibile il pedigree dei genitori, gli esiti negativi certificati dell’esenzioni delle patologie ereditarie, ottimo che siano leggibili con un pdf, oppure  certamente devono essere esibito in originale ai neo -acquirenti .

-L’allevatore serio non deve commerciare cucciolate o singoli soggetti che non siano frutto della propria attività selettiva (non dovrebbe vendere soggetti di provenienza diversa) ;

-Non deve cedere i propri soggetti ad attività commerciali;

-E qual’ora fosse necessario deve informare il nuovo proprietario, in modo esauriente, sui genitori del cucciolo in vendita, sulla linea di sangue, sull’incidenza in quella linea di patologie ereditarie e sulla reale qualità del cucciolo stesso,

-L’allevatore deve fornire le informazioni necessarie per la gestione e benessere del cucciolo;

-L’allevatore deve svolgere la propria attività secondo le vigenti normative fiscali.

-L’allevatore deve essere in grado di riprendere presso di se il cane per gravi problemi dei proprietari e impegnarsi per riassegnarlo ad una famiglia adeguata, nei tempi necessari.

-Inoltre è bene sapere che golden retrievers, sono cani che non avrebbero problemi cardiaci; ma l’affluenza attuale -sconsiderata incontrollata- di golden retrievers attualmente presente in Italia, di soggetti provenienti da importazioni dall’estero da parte di allevamenti commerciali multirazza/ e/o negozi e conseguentemente l’allevamento di questi soggetti, poi fatto da privati che si cimentano ad essere improvvisi allevatori, stà presentandoci casi di golden che hanno problemi cardiaci, con relativi decessi in media età (6-8 anni); Bisogna però dire, che in virtù si constata che con una buona alimentazione, adeguato moto, cura, negli ultimi 15 anni, l’età dei golden retrievers si è alzata la soglia di longevità di un golden retrievers, da 12 anni a svariati casi di golden che arrivano a 16 /17 anni (lo scrivo per verifica diretta, in quanto nella mia pensione “La Casa degli Animali”, ne ho ospitati in pensione, vari soggetti di 16 anni ed anche 17anni, e la mia prima golden ha in questo  momento 2013, ben 15 anni ), quindi bisogna verificare anche di selezionare anche soggetti che passino lo screening dei controlli cardiologici con l’ecocardio)-.

-L’allevatore d.o.c., deve infine, verificare l’idoneità dei futuri acquirenti (per quasi tutte le persone è adatto un golden retriever, ma non tutti sono adatti ad essere un buon proprietario di un golden retriever -solo avendo un golden poi uno si accorge di ciò-);

-ed infine è giusto appartenere  al club di razza;

 

 

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