Associazione No Profit: “PROGETTO CUORE DI ZUCCHERO ONLUS”  www.onlusprogettocuoredizucchero.org

 

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apertura

ambasciatori forever

Premetto che le Code di Zucchero sono veramente una GRANDE FAMIGLIA allargata, dove i proprietari di una coda, sono delle vere belle persone;  tutti i giorni, per chi vuole , siamo collegati on line, nascono le amicizie tra proprietari, da città a città   approfittando del fatto che questi golden retrievers e/o sacri di birmania, vivono, sparpagliati in tutto lo stivale, ed in Europa.   Tutti i proprietari, sono sempre stati scelti ed accettati (perché hanno il “CUORE GIUSTO”) per diventare proprietari di un cucciolo fortunato di golden (e/o di sacro di birmania). Qualsiasi cosa succede ad uno della ns famiglia, gli altri seguono con amore gioie e dolori.

Dopo tante propositi, a maggio del 2014, è nata la nostra Associazione: PROGETTO CUORE DI ZUCCHERO ONLUS,  essendo un’associazione NO PROFIT, e facciamo tante cose, dovevamo solo decidere e partire.

Nel tempo sono stati proprio i golden delle Code di Zucchero a darci il “là” per dar corpo a questa associazione  fatta con il cuore.

Qualche golden retrievers, delle Code di Zucchero ha aperto qualche scuola di Pet terapia, qualche golden, dando a casa AMORE, invece fa pet terapia, a qualche bambina con qualche problemino, qualche golden lavora nel soccorso a fianco del suo proprietario, e poi grazie a Code di Zucchero Portos, si sono aperte le porte del Reparto Terapia intensiva dell’ospedale  Gemelli a Roma, visto che a 2 mesi ed una settimana, si è fatto adagiare nel lettino dove era il corpicino di Margherita, una bimba che non voleva risvegliarsi da troppi mesi, e l’ha fatta tornare alla gioia della vita normale.

Allora l’associazione, ha come statuto di dar sostegno e gestione agli animali abbandonati, che troviamo maltrattati e senza padroni -posti permettendo-. Facciamo, un po’ di “Caronte” salvo esaurimento di posti, per  gestire gli ultimo anni, di animali anziani  sfortunati, per dargli gli ultimi anni di cure calore, camera calda per dormire.

Ci appoggiamo anche al centro cinofilo  La Casa degli Animali, che si trova sempre nella mia Tenuta,  e utilizziamo tutte le Code di Zucchero per questa associazione .

Ma alle Code di Zucchero, non solo esiste, anche la pensione  La Casa degli Animali, vivono da anni dolci asinelle, un vecchio cavallo, e tanta terra, ed allora dato che molti proprietari di una Coda di Zucchero, sono medici con trascorsi di volontariato in Africa, professoresse di liceo  e anche solo persone amabili, abbiamo deciso di estendere la nostra associazione a tante altre mansioni, finalizzate a riportare il sorriso e la serenità a famiglie che hanno all’interno, un componente che ha delle difficoltà motorie e/o di dolore interiore, che noi possiamo provare ad allietare.

Presto partiamo e sarà On Line il sito della nostra associazione, ne frattempo, provo come Presidente di questa bellissima iniziativa a raccontarvi un pochino di cose, su come è iniziata e quali sono i nostri obiettivi, i nostri primi progetti messi nello statuto.

Come e’ iniziata questa avventura, ve la racconto,  io Stefania Mattelloni, siamo come Presidente della Onlus e come “artefice di quella connessione di idee e di selezione di belle persone” .

Tutta questa meravigliosa avventura, è’ iniziata per loro, pensando a tutelare gli animali, creare un’oasi per persone speciali.

Devo iniziare a spiegare quindi che tutto è’ nato, per una mia esigenza  egoistica, avevo una grandissima ansia di quello che poteva succedere ai miei animali, se io non ci fossi più stata (chi ama gli animali, sempre si mette in ansia per questo tema).

Quando ero ancora “una cittadina romana” e vivevo nella mia città a Roma, e sono stata costretta a rimanere a casa, per due mesi e mezzo, per essermi presa una broncopolmonite virale, erano tra mesi tra il 2002 e 2003 (a seguire, di tale bronco-polmonite, poi mi sono esplose improvvisamente le allergie a pollini etc, insomma vivere a Roma, in certi mesi, era una missione impossibile per me, tra la fine di settembre in ottobre, e parte di novembre , per un’allergia ai platani, ero costretta a rimanere rintanata a casa, anche per 4 giorni, sotto antistaminico, e nonostante questo mi si scatenavano allergie inconsulte, ero capace di avere più attacchi, composti da 35/38 starnuti, in successione di continuazione, per poi non parlare in simultanea degli  occhi mi si gonfiavano, ed il naso mi colava, e non sapevo dove sbattere la testa, per avere qualche ora di tregua, in quei giorni neanche potevo parlare al telefono). Ed in quei 2 mesi e 1/2, di riposo forzato lontano dalla mia amata professione, ma anche lontano dai cavalli e dalla natura, bloccata a casa con i miei pappagalli, i miei cani, i miei cincilla’ , pensavo innanzitutto cosa mi tratteneva ancora in città per prima cosa, e poi mi domandavo perché ero così codarda e non riuscivo a cambiare vita ponendomi le ovvie considerazioni sul “ma io,  che ci faccio in città, visto che come posso prendo la macchina e vado via dalla città ad immergermi con i cani, ed il cavallo dentro la natura? “Natura che mi appassionava talmente tanto, che anche se come architetto progettavo cose tecnologicamente avanzate,  infrastrutture, aerostazioni, ristrutturato chiese e grattaceli, anche ville modernissime, ma poi come potevo, studiavo per la mia sede di conoscenza, biorchitettura, e Feng Shui e studi cromo terapia. Ma mentre mi convincevo a fare un colpo di mano e mettermi in una condizione psicologica, per  far il mio cambio di vita (che è’ anche stato raccontato nel filmato  “Cambio vita”, da Rai 5 , e sull’intervista  La Repubblica, “il personaggio” a firma di Eugenio Occorsio), e facevo vari stati ipotetici  di fattibilità, studi su costi ricavi (era la mia professione d’imprenditrice, valutare prima la fattibilità di una idea), mi domandavo : “non ho figli, e so per una mia scelta di vita, che non li avrò, e non avendo fratelli o sorelle, non ho neanche nipoti, e quando io non ci sarò più, ma i miei animali dove andranno, chi si prenderà cura di loro? Ed in virtù che per hobby allevavo i pappagalli, ed avevo specie di pappagalli che vivevano oltre 150 anni,  la domanda quindi era duopo.  Allora pensavo, alla proprietaria del cartoon di Walt Disney, ed alla sua preoccupazione di dove finivano se Lei  mancava, la sua adirata micia Duchessa ed i suoi piccoli e la  vera figura del cattivo maggiordomo Edgard , che alla morte della signora, li avrebbe “eliminati” pensando solo al lascito dell’eredita’ , sbarazzandosi degli amati mici, di proprietà’  della signora. Poi nella realtà, vedevo tutti i giorni, e quindi partecipavo alla vita, della  mia amica Magda e di sua figlia Livia, che aveva la sindrome di Down, e mi rendevo conto che grandissima sensibilità aveva Livia. la mia amica che si stava appassionando di arte dei giardini, mi raccontava di come sarebbe stato bello trovare per questi ragazzi una volta che diventavano maggiorenni un lavoro, che sarebbe stato facilissimo impiegarli nei lavori con le piante, trovargli un terreno per permettergli di seguire un’orto, un serra, ed anche mi raccontava dei benefici della terapia con gli asini per i portatori di handicap. Allora, mi ricordavo che quando avevo 18 anni, ero fidanzata con un uomo che aveva un fratellino molto più piccolo di nome Enrico, e tutte le estati vivevo praticamente con loro, e conoscevo bene, l’infinita sensibilità amorevole di Enrico, che era la stessa sensibilità che rivedevo in Livia. E a ridosso della mia malattia, saltuariamente per rispondere ad un’aiuto di un’associazione no profit, ogni tanto andavo con il grande pappagalli – ara ararauna -, Federico, e la mia prima golden retriever, Ginevra, nelle scuole, e passavo da classe a classe, per permettere a tutti i bambini di quella scuola elementare, di vedere questi animali e di  farmi le domande su di loro, di accarezzare Ginevra e di disegnare Federico dal vivo, e tutti ridevano quando lui parlava ed entrando in ogni classe diceva entrando appoggiato sulla mia spalla “BUONCIORNO” e quando finiva l’ora uscendo spesso diceva “CIAOOoooo”  ( a testimonianza di questa bellissima esperienza, i bambini hanno disegnato le immagini di un racconto “il viaggio di Al” -che avevano chiamato cos’i – ,  ed e’ stato pubblicato nel 2005 un delizioso racconto,  dove Federico/Al faceva un’avventura immaginaria per insegnarli a conoscere e rispettare la natura) . Contestualmente una nonna di una di questi bambini, mi ha pregato di aiutarla nel provare a sbloccare sua nipotina, che erano quasi 3 anni che non parlava con nessuno se non con lei, ed i medici erano preoccupati perché le si stavano atrofizzando le corde vocali. La bambina adorava gli animali, ne era incantata.

Mi portava due volte a settimana, la nipotina, a casa, che non era lontana dalla scuola e ci mettevamo, nei pomeriggi a passare qualche ora insieme nel giardino d’inverno che avevo realizzato. Io le mettevo sul dito una dolcissima calopside che avevo svezzato a mano, e la bambina e la calopside passavano le ore insieme. Ma la dolcissima  calopside non parlava, ma la bambina desiderava tanto sentirla parlare ( e questo lo sussurrava alla nonna a casa), ed allora io le dicevo, se vuoi che lei parla, tu devi parlarle  e chiederlo, solo in questo modo lei parlerà con te. Insomma passati un po’ di mesi di incontri pomeridiani, Francesca, ha iniziato a dire flebili parole, e nel tempo sono diventate un fiume di parole e di domande, e le sue remore nel parlare erano state rimosse, grazie ad una dolce pappagalli a con il ciuffo giallo che lo alzava per lei.

Fatta questa premessa, mi ero prefissata, che se avessi cambiato vita, realizzato la pensione per i miei animali, portato i miei pappagalli, allevato i miei cani, dopo che tutto entrava a regime e tutti vivevano più che bene, io quel bene lo dovevo garantire anche se io non esistevo più,  allora avevo iniziato a dire, che volevo lasciare il tutto ad una fondazione che continuava a far vivere bene gli animali, e dar lavoro a dei ragazzi particolarmente sensibili, che magari avrebbero trovato la loro indipendenza e serenità nel lavorare con gli animali, allevarli al posto mio, accudirli , occuparsi della natura  del luogo e con il loro “buon lavoro” si potevano auto gestire, loro avrebbero vissuto in pace ed i miei animali pure, per generazioni. In questo modo i ragazzi/e che avevano degli  handicap particolari, che li rendevano veramente  inabili per trovare una collocazione, un ruolo  in lavori NORMALI, e si sarebbero sempre sentiti emarginati in una città, per di più che va sempre di fretta per tutti, una città che ha lo stress innato, e se alla fine, avrebbero avuto fortuna sarebbero stati collocati a forza in un “finto lavoro di forma”. Mentre io ipotizzavo, che se io per loro, riuscivo ad impostare, per loro  dei lavori semplici, fatti senza fretta o stress, con amore e sensibilità, -certamente coordinati da qualcuno anche al mio posto-, avrebbero avuto anche loro l’ideale luogo dove aver una loro buona collocazione, senza sentirsi emarginati,  tristi o inutili. Pensavo che avrebbero potuto occuparsi dello svezzamento dei pappagalli, che è un impegno da fare con dedizione ed amore, e sapevo che poi altre idee mi sarebbero venute per loro. Poi sempre ipotizzavo, che quando, io non ci sarò più,  loro I RAGAZZI DELL’ONLUS, che saranno stati seguiti da anni, da noi TUTOR, avranno la possibilità  di continuare la loro vita, il loro lavoro con la futura trasformazione in una “Fondazione no profit” –atto che predispongo nel testamento, che  venga costituita, quì, e quindi l’Onlus che è nata, sia una grande prova di lavoro, quindi con lavoro parsimonioso preparatorio che durerà tutti gli anni, in cui sarò operativa con la testa lucida e la forza da destinare a questo obbiettivo,  per far funzionare in tutto, che sarà l’unico vero “modus operandi”  della futura successiva Fondazione-, avrebbero poi anche potuto trasformare i mie casali, in una loro casa -ovviamente non tutti i ragazzi dell’Onlus  potranno dormire e vivere li, ma gestire il loro pranzo si-, e loro potevano viverci ed autogestirsi lasciando inalterata,  il mio metodo  ideale della gestione della pensione per animali La Casa degli Animali e potevano sempre seguire sulla mia scia, ed il mio metodo di vita degli allevamenti delle Code di Zucchero, e tutto sarebbe continuato anche senza di me, con amore e benessere.

Ma le belle idee non sono subito realizzabili, prima dovevo creare il tutto, e dopo ben 9 anni, in cui  ho impostato il lavoro, e realizzato la pensione La Casa Degli Animali e gli allevamenti  Code di Zucchero, nel 2014, ho potuto riprendere in mano la mia iniziale idea, per avere anche una garanzia di far continuare questa oasi di benessere per animali, a vivere bene anche senza di me. A questo punto, ho ripreso in mano l’idea originaria che avevo nel 2003, prima addirittura che trovavo e poi compravo questa tenuta.

Un’altra casualità e’ capitata, noi che siamo i portabandiera di questa famiglia,  (ossia i propria proprietari  delle Code di Zucchero golden e sacri di birmania), avevamo avuto notizia che un golden retriever alla morte del suo padrone, viveva per strada, e si era accampato in un parco da tre anni all’addiaccio  e condivideva la sua amara esistenza con un cagnettino abbandonato come lui. Purtroppo ci abbiamo messo un giorno di troppo,  nel decidere di mandarli entrambi a prendere ed adottarli “noi proprietari delle Code di Zucchero”, e farli vivere a La Casa degli Animali”, perché  un canile convenzionato, se li è andati a prendere e li ha microchippati (i canili convenzionati con i Comuni, in virtù che per ogni cane che trovano e tengono ricevono almeno €7,00 al giorno,  spesso  ogni cane che tengono, non lo fanno adottare perché prendono i €6,00-7,00 al giorno – e poi se i cani vivono in ostaggio, in anguste gabbie e recinti, tutta la sua infelice  vita, a loro non interessa, perché quei cani portano soldi sicuri a quel canile, ogni mese-. Tristi da questa storia, ma avevamo visto, che da tutte le parti d’Italia dove viveva una Code di Zucchero, la famiglia era coesa, e tutti si stavano facendo carico per aiutare un golden sfortunato ed il suo amichetto di razza folk. Poi in questi anni, vari golden retrievers, provenienti dal mio allevamento “Code di Zucchero”, sono stati scelti per vivere con famiglie che hanno un disabile, altri invece lavorano nel soccorso alpino, altri hanno aperto scuole di Pet terapia, e poi lo scorso 2013, abbiamo avuto la gioia di seguire Portos (Code di Zucchero Portos), che ha avuto in Italia per primo, l’autorizzazione ad entrare nel reparto terapie infettive, a soli 67 -70 giorni di vita, ha risvegliato dal coma, in cui viveva da mesi, Margherita,  all’ospedale Gemelli, quella bimba, che poi e’ diventata la sua padroncina.

Margherita e Portos dopo un'anno

Margherita e portos 2……. e dopo un’anno da quella bruttissima esperienza, questi due in foto sono loro, Portos e Margherita, questa estate 2014, ormai sempre insieme 

Margherita e Portos

Poi vari ragazzi e bambine con degli handicap sono venuti a conoscere e trascorre qualche ora alle Code di Zucchero, ed hanno avuto benessere, e visto che noi siamo e saremo tanti – e come dicevo le Code di Zucchero vivono in tutta Italia, e siamo tutti in contatto, ci rivediamo spesso-, abbiamo deciso di mettere insieme le nostre forze, idee e tempo e costituire la nostra associazione Onlus no profit,  che si chiama Un Cuore di Zucchero.  Ma noi siamo solo noi, “amici ormai da anni della pensione La Casa degli Animali”, ci stanno seguendo ed anche loro, hanno sposato la nostra iniziativa, e ci provano a dar una mano per far vivere la nostra Onlus. Quindi l’associazione no profit,  Progetto Cuore di Zucchero Onlus, è solo l’inizio di questa avvenuta, successivamente quando io non ci sarò o magari non sarò più in grado di seguirli,  -spero tra 30 anni-, la mia proprietà si trasformerà in una Fondazione che assorbirà l’onlus , e vivrà sulla scia di quello che è stato impostato nell’Onlus.  Da questo punto smetto di scrivere in prima persona, perché ora SIAMO FORMALMENTE DIVENTATI un’associazione NO PROFIT di volontari-  (arch. Stefania Mattelloni   -Presidente Progetto Cuore di Zucchero Onlus)

E proprio mentre stavamo facendo lo statuto ed il notaio stava predisponendo l’atto di costituzione, l’altro giorno, ha preso l’appuntamento per vedere la pensione per animali  una signora, arrivando in macchina dove c’erano due dei suoi cani –parte della sua famiglia, pelosa-. E dopo fatto i complimenti per il gradimento del luogo. Alla fine della visita,  ha detto “cosa costerebbe tenere qui a vivere i miei animali,  se per caso  io non ci sarò più, come posso dare queste disposizioni per essere certa che i miei animali vivranno qui bene, anche se per caso io un domani non ci sarò più, quali sono le procedure che devo fare, per lasciare queste disposizioni? Come fare questo lascito, premetto che godo di buona salute,  che non sono ricchissima, ma ho una casa e qualcosina in più, e vivo più che degnamente, non ho eredi diretti, ma voglio essere certa che loro vengano tenuti bene, ho loro due -che ho levato dalla strada anni fa’- e tre gatti”.                                                                                                            E’ sembrata una strana casualità, e visibilmente attonita dalla coincidenza, le ho sorriso e le ho detto, lo sa signora,  che anche io sto facendo questo, e sto garantendo in questi giorni, hai miei animali che se per caso mi succedesse qualcosa domani o tra 40 -50 anni, loro potranno vivere qui e lascio tutto a loro. Può andare dal notaio, e dar queste disposizioni e dato che non sappiamo cosa ci riserva il futuro, se vuole dare queste disposizioni, e dire garantisce loro che parte o la sua  eredità, dei suoi averi può essere lasciata qui a favore dei suoi animali, e di quelli che vivono qui, da me adottati senza un loro proprietario, e così anche lei, ci aiuterà con il suo lascito al loro mantenimento, spese veterinarie e spese per dare una più che bella vita”.

Allora, ma dopo questa premessa, ora  vi spieghiamo la nostra Onlus, cosa farà, dato che ci sono “tre” diversi grandi obbiettivi, messi nello statuto di costituzione

-1) certamente dar una mano, -ovviamente ad esaurimento dei posti-,  ai cagnetti abbandonati, oppure a qualche cani senza un proprietario, quelli  perché è morto  (e’ ovvio non possiamo riempire la pensione di posti abbandonati  di cani abbandonati, perché dovrebbe  la struttura in questo modo dovrebbe smettere di poter lavorare come pensione). Ma in ogni caso servono mensilmente i soldi per pagare il loro anche vitalizio, le spese vive e le spese veterinarie. Negli anni, nella La casa degli Animali, tantissimi animali sono stati portato e poi abbandonati -ma le denunce penali  di abbandono degli animali sono state fatte, ma sono nel 2008 e poi un’altra ondata di abbandoni e’ stata denunciata solo a novembre del 2009   ma dopo anni di loro mantenimento e gestione da parte mia, perché  la Legge e’ recente-. In ogni caso già da anni, ho visto che ero in grado di portare alla dolce dipartita cani che mi avevano anche 4 anni prima abbandonato, e come un dolce Caronte grazie al mio veterinario, li ho accompagnati, negli anni, al ponte dell’arcobaleno, senza anticipare la fine della loro vita, fino anche anche al raggiungimento dei loro  17 anni – 17 anni e 1/2, in cui hanno avuto pace, e gioia (Max, Britz, Slip, Matt, Pongo1 e Pongo 2, Scott, Perla, Piccolo etc)

-2) permettere a ragazzi e bambini portatori di handicap, ed alle loro famiglie  di venire sul luogo per iniziare ad avere, una base di rapporto, un’approccio sicuro con loro per giornate di benessere, di pet terapia con animali sicuri ( cani golden retrievers, le mini asinelle, gatti sacri di birmania, pappagalli), per permettere di ricevere in mezzo alla natura lo scambio di emozioni belle che ricevere in regalo, dagli animali equilibrati, in un  luogo lontano dallo stress,   grazie alla pet terapia. Molte famiglie che hanno un bambino/a con degli handicap, pensano “in modo errato” di prendere un cucciolo di Golden retrievers o di un cucciolo di sacro di Birmania,  di 2 o 4 mesi e di fare in casa, la per terapia, non rendendosi conto che questo e’ un’approccio errato, non è possibile credere che uno avendo in casa un grande impegno come un bambino/a o ragazzo/a con importanti handicap, si  può occupare anche della gestione di  cucciolo che ha bisogno della sua attenzione ed del suo impegno almeno fino ai suoi primi  12 mesi-15 mesi, ed in ogni caso anche se è un golden retrievers o un sacro di birmania, l’allevatore ci deve lavorare per darlo pronto questo  ruolo. Ma noi siamo tanti, ed ogn’uno di noi potrà aiutare questo approccio sia con i golden che con la sua esperienza e presenza.

Ma noi ci siamo per far fare queste esperienze, a tutta la famiglia, sia se vorrà poi prendere un cucciolo, sia se vorrà venire sul luogo a vivere queste giornate di per terapia.

Ma gli animali da Pet  terapia, non servono solo per gli handicap fisici, risolvono molte tristezze interiori, ad esempio aiutano gli anziano, gli ammalati ad avere momenti di tregua dai loro grandissimi problemi, giornate passate da noi, per loro saranno giornate spensierate per tutti.

-3) ed infine il terzo obbiettivo della Onlus, quello più impegnativo e serio,  e’ quello di creare un futuro, creare un luogo dove tutti i mesi dell’anno possono venire, ed imparare dei lavori, semplici seguiti da quelli che saremo noi “i loro maesti – i loro Tutor di mestiere”, da fargli fare in sede, ai ragazzi con handicap –che non possono sentirsi altrimenti normalmente inseriti ed integrati in uffici, per dargli un mestiere e renderli più sicuri; nel tempo magari, i più bravi possono essere anche assunti dall’Onlus e possono a loro volta, nel tempo diventare i “Master” di quelli che arriveranno dopo di loro. Ma quali mestieri, dai più semplici e banali, dal insegnargli a maggio/luglio a raccogliere i fiori che poi serviranno per le varie preparazioni, poi da giugno a raccogliere i frutti, poi a coccolare i cani anziani, a spazzolare le asinelle, a far buste (da utilizzare per le nostre erbe raccolte ed essicate), a realizzare cesti (pieni delle nostre creazioni), a realizzare le bomboniere solidari (che possono essere preparate per le comunioni, matrimoni, battesimi, lauree), per ad arrivare, coadiuvati dai  “tutor” a far gli olioliti, i liquori, i lavori in stoffa, e tutto quello che inizialmente per loro facciamo NOI, per loro per creargli una cassa, che finanzierà le costruzioni dell’Onlus.

E quindi anche altre persone come me, che hanno animali e non ha eredi, sa che potrà far un testamento per designare un fondo economico per i suoi animali e lasciarli a vivere nella nostra Onlus, esattamente come ho fatto io, che quando non ci sarò più, lascio tutta questa proprietà a questa Onlus, che si trasformerà quindi in una Fondazione “Progetto Cuore di Zucchero” e animali e ragazzi /e speciali, potranno vivere, “per sempre qui”, bene ed automantenersi .

Ma per questo non solo occorre quindi inizialmente prima costruire, la struttura, dove ubicare i laboratori , –dove far le cose con le stoffe, quello dove essiccare i fiori, lavorare le ceramiche, quello dove far il sapone, dove far i liquori etc-, i bagni, la cucina, la sala comune dove imbastire un pranzo, e magari usare come sala per le attività manuali etc-

Per far questo, ci servono, non solo il luogo, ma  anche trovare  i fondi per realizzare il punto 2  ed il punto 3, -io ho dato la disponibilità nella  pensione di accogliere i cani, nella struttura che già esiste  La Casa Degli Animali (che esiste dal 2006 ed dentro la tenuta dove ha la sede anche l’Onlus c’è uno statuto che ha una commissione che gestirà i cani che possono entrare in adozione e le ipotetiche persone che dovranno essere vagliate  per le loro  che eventualmente possibili adozioni), ivi ho dato in uso di altri terreni all’Onlus ma, per poter iniziare a lavorare,  quali dobbiamo costruire i laboratori, i bagni, etc le stalle anche trovare e pagare i soldi per il piani di utilizzo aziendale, per lo strutturista, (il progetto lo redirò io gratutamente, e loro firmerò in quanto architetto, ma occorre pagare i tecnici di cad per disegnarlo, lo strutturista), per gli oneri di concessione al Comune, relativi al progetto da edificare, per avere tutte le autorizzazioni ottenere  per costruire una fattoria didattica sicura: per realizzare pagare l’impresa che farà certamente “i lavori in economia”, ma che avrà tutte le autorizzazioni per costruire,  le strutture progettate dove ci saranno i vari laboratori, ed i bagni, con tanto di fosse biologiche,  la sala ristoro, la sala disegno ed attività manuali, e la cucina, e poi separata da queste dovranno essere realizzate le stalle, la serra e l’orto, i magazzini, il tondino per le asine, le recinzioni per la piccola fattoria didattica  etc (e pure in questo caso, esisterà un’apposita commissione che valuterà, come seguire queste ingressi, chi sarà invitato a venire, come dar modo ad altre onlus di venire gratuitamente a portare i loro disabili (che ci dovranno dar modo di interagire anche con loro), la Commissione dovrà anche disporre  come gestire i lavori, che mestieri insegnare ai ragazzi più grandi cosa fare etc).

Ovviamente essendo un’associazione no profit, i nostri servizi saranno offerti, a tutti i ragazzi e bambini, e famiglie,   che  ne avrànno la  necessità .

Nel tempo però, dopo che le strutture saranno finite ed agibili,  servirà sempre, continuare a trovare i soldi, per pagare gli o lo  stipendio  ai terapeuti  di sostegno (che dovranno essere dei professionisti di sostegno) che dovranno stare con loro ogni giorno, pagare le bollette dei consumi, del riscaldamento dell’energia elettrica, per il commercialista che terrà la contabilità dell’Onlus, e la persona che lavorerà per la coordinazione degli appuntamenti, per le vendite dei prodotti nella botteguccia della Onlus, per andar a far gli acquisti delle materie prime etc etc. Si spera che nel tempo, avendo una struttura funzionante, e materi e prime e mestieri, potranno imparare ad autofinanziarsi con i loro lavoretti, ma ci vorrà tempo e pazienza, probabilmente qualche anno. Ma io non ho motivo di credere di dire “ciao”, a questo mondo tanto presto, nel frattempo mi preoccupo che loro abbiano in tempo ad imparare “spero che bastino 20 anni?”, e quando non sarò piu in grado di esserci, o di aver la forza per lavorare per sostenere questo “Progetto”,  tutto verrà trasformato in una fondazione, loro saranno in grado di essere autonomi ed economicamente autosufficienti.

Io, che scrivo, questa premessa,  sono una fervente fautrice, dell’apprendistato di ogni mestiere, e per prima,  sono stata durante l’università ed i primi anni di laurea, una disegnatrice in più di uno studio di architettura ed ingegneria, e sono dopo che ero in grado di avere il mestiere in mano, ho aperto il mio studio di progettazione di architettura ed ingegneria e  gestito il lavoro di altri 13 architetti, ed ingegneri e 3 geometri, ed il nostro studio progettava e seguiva i lavori i tutta Italia  con una grande eccellenza di qualità (il nostro team di progettazione, era talmente coeso e galvanizzato, che facevamo invidia ai vari direttori di produzione di società di progettazione)

“Ugualmente nel 2006 dopo avere realizzato la struttura del centro Cinofilo  che sarebbe poi diventata La casa degli Animali” dice l’arch. Mattelloni “sono stata io,  la “ragazza delle pulizie” e la “comportamentalista” (sfruttando i miei anni di studi di etologia),  di tutti i cani, che ho voluto e dovuto  gestite, il primo anno di pensione da sola, capendo le necessità effettive di un mestiere simile, e tutto quello che occorreva per migliorare la loro vita, quindi poi ho potuto insegnare, poi nel 2007 agli inservienti questo lavoro, da fare alle mie dipendenze (ho avuto tanto da imparare, grazie alla molteplicità di esperienze che ho dovuto acquisire sul campo, in virtù che avevo dato la possibilità a vari volontari di essere un’appoggi per tanti cani, che levavano da situazioni tragiche, li riequilibravo, e quindi dopo qualche mese, che trovavano la loro adozione entravano nella futura e definitiva casa, con una base di tranquillità, di equilibrio dato da quei mesi di bella vita)”.

La stessa cosa per la ns Onlus, la sua vita e futuro, dato che  dipende sopratutto dai finanziamenti che possiamo riuscire ad avere, ora che e’ nata, certamente da un mio sogno, ma ora è un NOSTRO SOGNO, dove noi volontari ed associati, vediamo quali bei mestieri e cose che siamo in grado di realizzare e produrre e vendere per finanziarla; mestieri che in seguito saremo in grado, d’insegnare e di far fare ai nostri “protetti”.

Allora guardando questa meravigliosa natura, mi sono accorta che nell’azienda agricola dove vivevo, non è solo una  bellissima oasi verde ed un paradiso per con gli animali, in 3 ettari potevamo raccogliere (dove non passavano i cani e dato che per il benessere di tutti, non ho mai usato pesticidi per nessun tipo di pianta, o altro, tutto quello che nasce, è un biologico doc), tante cose,  kg di camomilla biologica da essiccare, ho scoperto che dovevo riconoscere la calendula,  che tutta la lavanda che avevo piantato dal 2005 era utilizzabile per far gli oleoliti, ho scoperto il potere delle piante che avevo da generazioni nei campi, e quindi per mesi armata di cappello di paglia guanti e cesti di raccolta ho fatto un lavoro semplice,  che nel futuro avrebbero potuto fare tanti ragazzi o ragazze ( ignoravo prima anche la differenza che c’era tra una margherita normale ed una camomilla, e poi ho scoperto il vezzo, che la sera la margherita  richiude i petali all’interno, mentre la camomilla verso l’estero; come riconoscere una calendula da altri fiori gialli), che meraviglia raccogliere la malva, la rosa canina e le altre rose (ho degli immensi roseti che non vengono trattati con nessun pesticida, e quindi potevo fare le acque di rosa……ho scoperto, che i petali di rose in pochi minuti distruggono qualsiasi batterio), ho piantare la Stevia, 60 piantine di stevia, seminato nuova calendula, a quella che già esisteva, altra camomilla, abbiamo trovato crescere spontaneo, le piante d’iperico, etc  . Ho quindi preso atto, che potevo far le tinture madri per la futura preparazione dei fiori di Bach, perché avevo sul luogo i fiori del:  Chicory,  Cherry Plum,  Crab Apple, Cerato, Holly, Star of Bethlehmen, Vine, Oak, Walnut, WaterViolet, Wild Oat, Olive, Rock Rose, Sweet Chestnut, Wild Rose, Sweet Chestnut,e il potere curativo dei fiori di Bach sugli animali e’ immenso (anche sulle persone), anche sulle persone ovviamente.

La nostra fortuna che il proprietario di due  Code di Zucchero, e’ un farmacista –dr Alessandro Valentini- che è specializzato in produzioni galeniche e consolidato appassionato dell’uso dei fiori di Bach; altri due proprietari di altre due Code di Zucchero sono farmacisti,  e quindi abbiamo teams di consigli.

E poi ho capito che quello che anni in modo artigianale viene realizzato con i frutti dei  nostri alberi non trattati, con i limoni di Amalfi con le noci, con la menta, i pelati di rosa, con le bacche di alloro tutti i vari liquori ed elisir biologi che facciamo da anni per noi ed i miei amici, (limoncello, nocino, elisir alla menta, rosolio alla cannella, Laurino) poteva essere fatto dai ragazzi, e messo in vendita per far cassa alla Onlus (Ma anche su queste semplici cose, voi non sapete quante cose occorre fare e conoscere: ci sono gli elisir che devono restare ad invecchiare almeno 6-8 mesi e quelli che devono essere consumati entro 8 mesi)

Ovviamente contestualmente, stiamo anche organizzandoci per avere le varie licenze per produrre queste cose (liquori, marmellate), per ora siamo noi, che per primi testiamo il gradimento della bontà  di queste cose di produzione artigianale.

Poi negli anni partendo da una serie di meravigliosi ciliegi che sono stati piantati in azienda dove vive l’associazione, dal 2005 sono nati tanti alberi- figli, insomma abbiamo una meravigliosa produzione di ciliegie, amarene e visciole. Ma a parte le varie marmellate biologiche fatte in casa da tanta frutta biologica, con ricette desunte  dalle nostre nonne, e mamme, che possiamo anche mettere in vendita per far cassa alla Onlus, abbiamo scoperto cosa fare con i noccioli della ciliegia, visciola ed amarena.  (Vedere bottone apposito “La botteguccia” e il sotto bottone “La Botteguccia delle prelibatezze biologiche, fatte in casa” ),  perché imparando da i frati, che nei loro monasteri, realizzavano e  vendevano tinture, elisir ed erbe che loro producevano, e  se le suore sapevano realizzare nei loro conventi e vendevano, deliziose  marmellate biologiche, anche noi stiamo adoperando “utilizzato le vecchie ricette tramandate da nonna a nonna” per avere solo le migliori cose biologiche.

E dalle meravigliose rose, dai roseti  che abbiamo nella tenuta, -rose rare, antiche a fiore doppio, rose canine-, stiamo creando per voi tante future piante, che se vorrete potrete poi acquistare, per i vostri terrazzi – ci voglio due anni, prima di potervele dare-.

Abbiamo messo all’opera molte mamme e nonne umane  di una Code di Zucchero, che  per la nostra Onlus, stanno cucendo a casa,   i sacchettini da riempire con i noccioli e’la pula di miglio  etc , per fare i sacchetti antireumatici che scaldati al microonde allevano dolori, o quelli che conciliano il sonno, o i sacchetti antidolori con i nostri noccioli di ciliegio.  Ma molti Tutor delle creazioni fatte in casa, non tutti vivono vicino, abbiamo Giulia Bongiani, che vive a Firenze, e nella vita, è una “Chef”, ed creato per la Onlus, una serie di i biscotti per cani senza conservanti

Ma facciamo anche il sapone in casa, in modo artigianale, alle erbe biologiche e con gli olioliti che prima prepariamo, insomma tante cose “deliziose, naturali e biologiche, a km 0″.

Ma se andate nel sito dell’associazione WWW.PROGETTOCUORIDIZUCCHERO.ORG , e visitate i  bottoni “la botteguccia dell’erbolario, La Botteguccia delle creazioni”, troverete tantissime cose deliziose.

E nel tempo speriamo il prossimo 2015, i ragazzi produrranno nel loro orto biologico e nella loro serra frutta e verdura biologica a km 0, e chi vorrà potrà venire ad acquistare, i loro prodotti. E avranno cura delle loro galline che faranno uova meravigliose sane, sapendo che nessuno mai gli tirerà il collo in virtù che a noi non interessa seguire il detto “gallina vecchia fa buon brodo” ma lo commutiamo in “gallina vecchia, ha tenerezza ed piccolo cuore d’oro”.

Non solo, una socia ha acquistato, un magnifico  distillatore professionale per fare con tutte le ns erbe e fiori gli olii essenziali (lei è un medico e si stà specializzando per noi, di aromaterapai).

Altri di noi stanno facendo nel loro tempo libero i saponi fatti in casa aromatizzati con le ns erbe biologiche ed olioliti.

Ma a parte le varie marmellate biologiche, con prodotti biologici -che crescono nell’azienda agricola dove stà l’Onlus un Cuore di Zucchero-, fatte in casa dalle nostre nonne, e mamme, che possiamo anche mettere in vendita per far cassa alla Onlus, abbiamo scoperto cosa fare con i noccioli di ciliegie.

Abbiamo messo all’opera molte mamma e nonne umane  di una Code di Zucchero, che  per la nostra Onlus (per prima è la bravissima “nonna Luli”), che stanno cucendo a casa  i sacchettini per delle  fasce antidolori con  i noccioli di ciliegio, o far sacchetti di pula di miglio, o di lavanda  etc , per fare i sacchetti antireumatici che scaldati al microonde allevano dolori, o quelli che conciliano il sonno, o i sottopentola cuciti a mano, che sprigionano odori magnifici in tavola, con il calore del piatto caldo di portata

Insomma qualsiasi cosa stiamo facendo per l’associazione  “Progetto  cuore di Zucchero Onlus”, parte,  da una coesione di volontari, che si sono documentati e sono diventati esperti -siamo partiti con gli associati proprietari  di un proprietario di una  Code di Zucchero (dal notaio che la sta costituendo, e gli avvocati che ci seguono nella base del progetto, gli esperti di preparazioni galeniche i farmacisti, i medici che lavorano con i bambini, i pediatra che ci segnalano i casi più importanti di bambini bisognosi di sbloccarsi,  le ex professoressa di liceo che con pazienza del loro mestiere, arrivano a interagire con i ragazzi più ritrosi,  le maestre che con  semplici consigli trovano le inventive per sbloccare i bambini più distratti, gli architetti per realizzare il tutto, le nonne che cuciono, le persone che hanno manualità a casa a casa realizzano a mano cose deliziose, le esperte cuoche di super ristoranti a cappello rosso, insomma tutti gli associati, che partono dalla famiglia delle Code di Zucchero, si stanno organizzando, per questa iniziativa, che speriamo resterà negli anni, trasformandosi nel tempo, da questa “Onlus no profit,   in una Fondazione no profit” ), dove tutti che a più mani e teste stiamo credendo in questa associazione benefica no profit, e’ un’iniziativa dove viene passato l’amore.  Perché alla fine, il segreto del tutto,  e’ anche finalizzato a noi che ci stiamo dando da fare, in quanto ben che sappiamo che per primi saremo noi i fruitori del bene, perché tutto quello che  possiamo provare a fare, ci arricchirà per primi tutti noi, nella gioia serenità  e nel buon umore di qualsiasi altra azione.

Ma se volete darci anche voi una mano, andate nei bottoni, sempre del sito dell’associazione  “COME AIUTARCI” oppure troverete qualche ricercatezza biologica e rigorosamente fatta a mano, nel bottone “La Botteguccia dell’Onlus” dove capite cosa trovate da noi, -e dato che siamo in tutta Italia, non preoccupate che vi arriva  tutto, se per caso volete contribuire, con qualche acquisto per aiutarci  nel mettere soldi per fare cassa, acquistano un prodotto biologico qui realizzato, o un manufatto realizzato con cura a mano. L’impegno da parte nostra è come tutor e ambasciatori, di realizzare delle piccole cose preziose e ricercate, che nel tempo resteranno sempre così “ricercate, fatte con amore  e di qualità”, in modo che negli anni, tutti cercheranno le loro deliziose creazioni fatte a mano o prodotti biologici  raccolti insieme i ragazzi dell’Onlus, dell’associazione Progetto Cuore di Zucchero Onlus.

Un’ultima cosa, questa associazione vuole portare calore a tutti, non sono agli animali abbandonati, o ai bambini e ragazzi che purtroppo sono costretti a vivere con “handicap” , vogliamo portare un sorriso, ed un motivo per pensare ad altro,  a chi è solo, a chi è ammalato, a chi si sente inutile e depresso, a chi si è messo da parte in una città che  rende tutti automi, e vittime delle stress, a chi è andato in pensione e si sente inutile, a chi ha perso la gioia.

La nostra associazione,  è semplicemente, come l’ha descritta la dr.Alessandra Manuelli:  “è un grande abbraccio, che parte da un bambino per arrivare al cuore di un’anziano, passando per i colori ed i profumi della natura e questo abbraccio  viene confortato e condiviso, con la dolcezza degli animali, che ci aiutano anche a sorridere al domani !”

Collaborando insieme, per un bel grande progetto del cuore, vedo che si perdono le tensioni, si perdono le diversità, e le lontananze….. Questo progetto nasce per creare benessere, sia per chi si adopera  per donarlo, in tutti i suoi momenti liberi, sia per cui ne deve usufruirlo. Non è un lavoro, anche se l’impegno è veramente molto imponente, e con estrema competenza e professionalità.

 

Buon lavoro a tutti noi, a chi vorrà partecipare alla nostra ora piccola, ma certamente GRANDE come obbiettivi iniziativa NO PROFIT , come soci Tutor, come soci Ambasciatori.

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